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lunedì 26 luglio 2010

L'alternativa è attiva!!


Costi minimi, più posti di lavoro, emissioni zero.... (siete incuriositi? leggete il seguito!!)



Venerdì 9 Luglio una delegazione del Comitato NON BRUCIAMOCI IL FUTURO ha partecipato all’inaugurazione dell’impianto biomeccanico di trattamento dei rifiuti, realizzato a Tergu dal Consorzio Anglona Ambiente. L’impianto è stato inaugurato alla presenza degli amministratori comunali degli 11 Comuni che hanno costituito il Consorzio, di amministratori provinciali e regionali e di numerosi cittadini. Si tratta del primo esempio in Sardegna di integrazione di varie attività legate alla raccolta differenziata, con l'obiettivo di massimizzare le quantità da avviare a riciclo, evitando il conferimento alla discarica o all’inceneritore.

Con evidente entusiasmo e grande disponibilità il vice sindaco di Tergu, nonché assessore all’ambiente, e il responsabile dell’impianto hanno organizzato una visita guidata alla struttura, nel corso della quale è stato possibile verificare di persona il funzionamento di un impianto di trattamento di rifiuti all’avanguardia.

L'attività consiste nel ricevere le frazioni secche dei rifiuti urbani e assimilati, selezionare i materiali in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli produttivi.

Al momento sono state realizzate le linee di trattamento per la selezione del multimateriale. L'impianto consente la separazione meccanica dei vari componenti della miscela di rifiuti multimateriale. Sul nastro, dopo una prima cernita manuale, un separatore magnetico (elettrocalamita) preleva la frazione ferrosa inviandola al cassone di raccolta sottostante; l'alluminio, tramite un separatore di metalli non ferrosi, viene convogliato al proprio cassone di raccolta; la plastica viene invece inviata alla piattaforma di selezione spinta dove viene separata per colore e per polimero.

Un’altra linea è dedicata alla lavorazione di carta e cartone: i rifiuti conferiti vengono caricati sul nastro trasportatore e sottoposti a selezione manuale per eliminare le frazioni non compatibili. Il materiale selezionato rimasto sul nastro viene scaricato in pressa per la riduzione volumetrica in balle. Le balle in uscita dalla pressa vengono trasportate con il muletto e depositate nella zona esterna di stoccaggio.

L’impianto sarà completato a breve con una linea per il trattamento dei rifiuti che non hanno caratteristiche sufficienti per essere direttamente utilizzati come materie prime secondarie. Questi rifiuti subiranno un trattamento di riduzione, estrusione e granulazione per ottenere un granulato plastico di varie dimensioni (la sabbia sintetica) adatto ad essere impiegato nell'industria plastica e in edilizia. L'effettiva possibilità di utilizzo del prodotto "sabbia sintetica" consente di intraprendere una forma alternativa di riciclo economicamente più conveniente rispetto alle soluzioni finora adottate, di minor costo per gli utilizzatori finali e nel rispetto delle disposizioni di legge.

Se la raccolta differenziata viene eseguita in modo corretto e vengono promosse le necessarie campagne di informazione al fine di migliorare in qualità e quantità le raccolte, i Comuni beneficiano di una notevole riduzione dei costi di conferimento arrivando a realizzare un ricavo sui quantitativi consegnati commisurato alla qualità di rifiuto conferita.


La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile grazie alla collaborazione con La Società Centro Riciclo Vedelago srl (Treviso), partner del progetto, che gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali.


Potenzialità di trattamento? dalle 25.000 e alle 50.000 t. annue.

Costo di realizzazione? Poco più di € 2.500.000, compresa la realizzazione del capannone!

Posti di lavoro? 40 addetti su tre turni nell’arco delle 24 h.


Ulteriori vantaggi: il trattamento avviene a freddo, per cui nessuna emissione di fumi, vapori o altre sostanze nocive; nessun utilizzo di acqua per il raffreddamento di impianti che poi deve andare a depurazione con ulteriori costi.


In conclusione un invito alla riflessione per il confronto tra il costo di un impianto di questa tipologia, che con l’aggiunta del macchinario per la produzione di sabbie sintetiche non arriverebbe a costare neppure € 6.000.000, portando l’intero ciclo di differenziazione a percentuali tra il 90% e il 95% e la proposta che ci viene dall’Amministrazione comunale di Macomer: la costruzione di un "nuovo" forno di incenerimento con potenzialità di 60.000 t. annue alla modica cifra di € 33.000.000, previsti dalla delibera regionale N. 12/22 del 25.03.2010 di cui € 20.155.497 già finanziati .



Un ultima considerazione su un'altra differenza tra le diverse tipologie di impianti: nella nostra proposta un sistema più semplice, con costi di gestione più bassi, meno inquinante e con maggiore manodopera; l’inceneritore prevede invece, un’ abnorme differenza di costo con minore utilizzo di manodopera e con i problemi relativi all’inquinamento e correlati rischi per la salute che ben conosciamo.



Ad una Amministrazione Pubblica che utilizza il denaro della collettività spetta la responsabilità della scelta e a noi cittadini il diritto dovere di essere informati, consapevoli e di giudicare.




Aspettiamo commenti!!

5 commenti:

  1. Maria Vittoria2 agosto 2010 12:48

    Il sistema biomeccanico a freddo scelto dagli amministratori di Tergu dimostra quindi che i rifiuti possono diventare una risorsa: dalla raccolta differenziata può nascere qualunque cosa, anche materiali edili, pavimentazioni, prefabbricati, oggetti di arredamento. Le tecniche già ci sono e gli studi sono stati fatti.
    In questo modo lo smaltimento dei rifiuti può diventare gratuito per i cittadini e i Comuni possono ricevere i contributi per la raccolta e il trasporto, sulla base della quantità di materiale conferito, ed investire il guadagno in servizi per la comunità.
    Dobbiamo incenerire le bollette della spazzatura, non i rifiuti!

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  2. E' proprio così! I responsabili del centro affermano che un centro riciclo di questo tipo si inserisce in un vero e proprio sistema e i guadagni provengono da convenzioni stipulate con consorzi, Comuni e aziende private per il lavoro di selezione e consegna dei materiali selezionati alle stesse aziende convenzionate o che fanno parte del consorzio. La tecnologia è semplice e adattabile e non ha bisogno di un grosso investimento per essere avviata, inoltre il costo è ammortizzabile in pochi anni.
    Se si sceglie la strada dell'incenerimento, invece, la raccolta si fa in funzione della produzione di rifiuti da incenerire, e gli inceneritori, per poter funzionare, hanno bisogno di grosse quantità di rifiuti anche non selezionati. Ma perchè bruciare qualcosa che si può riutilizzare? E perchè mettere un'ipoteca di 30 anni e più sulle spalle dei cittadini?

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  3. Se le cose stanno come dite voi, cioè se davvero questo tipo di smaltimento dei rifiuti è così semplice, pulito e conveniente economicamente, lo dovrebbero adottare anche molti altri e sopratutto i Comuni del nostro territorio.
    Invece, a quanto ne sappiamo, non sembrano interessati ad altro che all'incenerimento.

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  4. Che cosa si sa del termovalorizzatore che si dovrebbe realizzare a Porto Torres come previsto dal piano regionale?

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  5. Del polo di incenerimento previsto dal piano regionale a Sassari, o Fiumesanto, non si è più parlato,ufficialmente, però ci risulta che Sassari ed altri Comuni della Provincia si stiano interessando all'impianto di Tergu.
    Se gli amministratori del nostro territorio non si decideranno a percorrere altre strade, corriamo il rischio di diventare il secondo polo di incenerimento, dopo Cagliari, e di vedere arrivare a Tossilo i rifiuti di mezza Sardegna.
    Tra l'altro sappiamo che anche Oristano potrebbe orientarsi verso un impianto di trattamento a freddo.

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