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domenica 4 marzo 2012

Una sporca partita


La vicenda del nuovo inceneritore di Tossilo in questi ultimi giorni sta assumendo sempre più i connotati di una sporca partita dove la strategia della confusione, messa in atto dai nostri amministratori oramai a corto di motivazioni credibili, costituisce il fronte d’attacco alle proposte del Comitato che da due anni si batte con responsabilità e correttezza per la realizzazione a Tossilo e in altre parti della regione di un’alternativa all’incenerimento.
Questa tecnologia è inutile e particolarmente dannosa per la Sardegna, anche in relazione alla presenza di numerose aziende che producono carne, latte, formaggi, olio, frutta, vino e ortaggi.
Abbiamo avuto per un istante la sensazione che uno degli attori principali di questa sporca partita, il Presidente della Tossilo Spa nonché Vicesindaco di Macomer Giovanni Biccai, stesse per abbandonare il campo, dopo le sue dichiarazioni sulla impossibilità amministrativa e politica di portare avanti la costruzione di un nuovo inceneritore, ma dopo la richiesta di dimissioni abbiamo assistito al suo immediato rientro, come se nulla fosse accaduto, nei ranghi della compagnia del Revamping, con l'annuncio della rimodulazione del bando regionale per la realizzazione di un inceneritore “più piccolo”.
Gli ultimi attacchi messi in campo provengono direttamente dal Sindaco di Macomer e dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna con il supporto clandestino di locali esponenti di spicco della politica regionale, al solo scopo di ridicolizzare il Comitato, il Centro Riciclo di Vedelago e la loro seria proposta che spazza via i giochini della politica furbetta.

lunedì 27 febbraio 2012

Lettere dalla Regione


Raramente capita di sentire  un tale condensato di sciocchezze e menzogne su una questione così sensibile,  come sta capitando in questi giorni.
A seguito  delle dichiarazioni del presidente della Tossilo Spa, nonché vicesindaco di Macomer, Giovanni Biccai sulla impossibilità di continuare a perseguire la realizzazione di un nuovo inceneritore e di andare invece verso  la realizzazione delle piattaforme di differenziazione, la compagnia del Revamping realizza, con un tempismo degno di miglior causa, un nuovo atto della tragedia buffa tristemente in scena nella nostra comunità: il revamping cambia filosofia, il bando viene rimodulato, si fa una gara premiando chi brucia di meno e, infine,  apprendiamo dalla Nuova Sardegna che la Regione, con inappellabile sentenza e motivazioni tecnicamente insuperabili, tramite una lettera inviata a degli Enti pubblici non specificati,  avrebbe espresso un parere negativo sulla proposta.
Il 10 gennaio 2012 il Comitato aveva richiesto all'Assessore Oppi un incontro  per approfondire la proposta alternativa all'inceneritore, anche insieme ai tecnici del Centro Riciclo di Vedelago che l'avevano  messa a punto. Quella richiesta non ha ricevuto alcuna risposta e ancora una volta  la comunità locale è stata esclusa dalla partecipazione,  infischiandosene di tutte le disposizioni di legge che, invece, sanciscono il diritto dei cittadini a partecipare alle scelte determinanti per la  loro salute e per il futuro del territorio.
Il Comitato ritiene particolarmente scorretto che queste informazioni, tratte da comunicazioni  tra Enti pubblici, vengano divulgate a mezzo stampa in modo parziale sostanzialmente con lo scopo di attaccare il Comitato e creare ulteriore confusione; le informazioni riportate, infatti, sono  inesatte e le valutazioni  superficiali e  contraddittorie.
Riferendoci a quanto riportato dalla Nuova Sardegna, sottolineiamo solo alcuni esempi di come la proposta sia stata esaminata frettolosamente, partendo da posizioni preconcette:
  •  la proposta di Vedelago non è mai stata presentata come un “business plan”, perché è  un’idea progetto,  richiesta a Vedelago dal sindaco di Macomer  e ricevuta gratuitamente, idea da approfondire per un primo orientamento verso scelte alternative all'inceneritore. Se le istituzioni interessate hanno invece bisogno di un “business plan” con costi, ricavi, tariffe, indicazioni sul mercato, lo devono richiedere espressamente,  e pagarlo, così come sono stati pagati profumatamente  i vari progetti per il revamping dell'inceneritore, commissionati dal Consorzio di Tossilo in liquidazione, che ora sono diventati carta straccia  col solito sperpero di soldi pubblici; 
  • non è vero che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (2008) preveda come unica soluzione il revamping dell’inceneritore di Tossilo,  anzi tale soluzione è valutata come  la più svantaggiosa sia in termini economici che gestionali, tant’è vero che dal 2006 al 2009,  anche in delibere regionali,  si è parlato di dismissione del polo di Tossilo;
  •  il sistema di incenerimento determina una quantità di residui da inviare necessariamente in discarica (ceneri tossiche, scorie, ecc..) che corrispondono a circa il 25% del materiale incenerito, contro il 5% dei residui, conformi alle norme di smaltimento in discarica, del sistema Vedelago, che possono anche essere stoccati per un riutilizzo futuro con l’evoluzione delle nuove tecnologie del recupero;
  •  non è vero che il sistema di Vedelago comporta costi aggiuntivi a carico dell’utenza per raccolte differenziate dedicate, ma al contrario è meno oneroso perché con la tipologia impiantistica proposta nel sistema alternativo si possono attivare raccolte differenziate  multimateriali (plastica-lattine; plastica-vetro-lattine; carta- cartone-lattine; ecc.), riducendo di fatto l’onere di separazione a carico delle famiglie;
  •  non è vero che non viene individuata la fonte di finanziamento, perché l’estrusore per le sabbie sintetiche proposto nella piattaforma alternativa non è un impianto di smaltimento di rifiuti ma un impianto di recupero di materia, e come tale viene finanziato dall’Unione europea.
Chiediamo che la lettera inviata dalla Regione venga resa pubblica affinché i cittadini possano conoscere TUTTE le indicazioni ivi contenute, non soltanto  alcuni stralci scelti e interpretati  in modo da ridicolizzare le posizioni del Comitato e infangare il nome del Centro Riciclo di Vedelago, un centro che  continua a ricevere riconoscimenti internazionali:  il 28 febbraio 2012 riceverà la visita  di una delegazione  dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS), che si occupa del trattamento dei rifiuti,  per apprendere ed approfondire alcuni aspetti delle dinamiche e dei progetti messi in campo dal CRV nella Gestione Mirata dei Rifiuti.
Chiediamo ancora una volta un incontro aperto con i responsabili del Consorzio e della Tossilo Spa, alla presenza dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali.


venerdì 24 febbraio 2012

L'inceneritore minuto per minuto


Dal nostro inviato sul campo di gioco della Tossilo Spa.
Allo scadere dei tempi supplementari, quando la lotteria dei calci di rigore  sembra inevitabile, la Tossilo Spa tenta di trovare il successo col suo uomo di punta (Biccai) che cerca di aggiudicarsi lo sfizio di infliggere la prima sconfitta della stagione amministrativa alla squadra avversaria del sindaco Uda. ”L'inceneritore non si farà più perché potrebbe essere controproducente per il territorio” annuncia Biccai, ma sbaglia il tiro! La squadra del sindaco Uda denuncia un fallo di mano e chiede l'espulsione, Biccai tenta di riprendersi la palla sfruttando i consigli dei tecnici: "Tre anni per risolvere il problema con le piattaforme di selezione e un nuovo inceneritore, ma piccolino”.  E' una partita poco piacevole, con le squadre che si affrontano sul campo bruciato dell'inceneritore a viso coperto e con poca correttezza, cercando di superarsi con un gioco di improvvisazione.  
“Venduti! Venduti!" - grida il pubblico dagli spalti in attesa dei calci di rigore. 

martedì 21 febbraio 2012

Terni - Morti per l'inceneritore Asm: i familiari delle vittime si costituiscono parte civile

10 persone accusate di omicidio colposo e lesioni gravi; tra questi ex politici e amministratori.



Quattro anni fa Giorgio Moretti, capoturno presso l’inceneritore Asm di Maratta, moriva a causa di un tumore a un polmone. Due anni dopo la stessa sorte toccava a un suo collega, mentre altri due operai presentavano a loro volta la medesima malattia.
Ora i familiari delle due vittime e dei due operai colpiti da tumore hanno ottenuto  l’autorizzazione a costituirsi parte civile contro l’Asm, accusata di avere la responsabilità dell’accaduto.
Dieci persone, tra dirigenti e tecnici d’azienda, sono  formalmente accusate di omicidio colposo e lesioni gravi: l’azienda non avrebbe offerto le basilari garanzie di sicurezza in un ambiente di lavoro in cui abbondano materiali altamente tossici. Tra gli accusati, diversi ex amministratori di rilievo.
Il giudice ha anche accolto la richiesta delle parti civili di chiamare in causa la stessa azienda municipalizzata come responsabile civile. Nella prossima udienza - fissata per l'11 aprile - il pm Elisabetta Massini e l'avvocato Parroni hanno annunciato che presenteranno al giudice la richiesta di integrazione della perizia compiute nel corso delle indagini preliminari sulla qualità ambientale del sito di Maratta. Secondo la procura le malattie sopraggiunte sarebbero strettamente legate alle mansioni lavorative svolte dai quattro presso l'inceneritore.
Per trentadue anni l’inceneritore ha ruminato e bruciato oltre il 50 per cento dei rifiuti urbani della città e dell’intera provincia producendo, sin quando è economicamente convenuto, energia elettrica (5 megawatt l’ora). Ma in uno scambio diabolico, a leggere le pagine con cui il pubblico ministero Elisabetta Massini avvisa gli indagati dello scempio di cui li ritiene responsabili, in cui il rispetto per la sicurezza e la salute dei lavoratori e di tutta la popolazione è stato sistematicamente trascurato.


Fonti:


domenica 19 febbraio 2012

Gli inceneritori possono essere spenti


Lo ha deciso la provincia di Reggio Emilia, che varato il nuovo Piano d' ambito per la gestione dei rifiuti nel quale si prevede il passaggio alla raccolta differenziata e al trattamento meccanico – biologico. Venerdì 13 febbraio la Giunta ha programmato lo spegnimento dell'inceneritore di Cavazzoli per il 10 maggio 2012 e si andrà verso un nuovo modello che punta all'autosufficienza in tema dei rifiuti, col potenziamento della raccolta differenziata porta a porta e  col massimo recupero di materia. La provincia di Reggio Emilia nel corso del 2010 aveva raggiunto il 58,4% di raccolta differenziata, che rappresentava il miglior dato nella regione,  pur restando al di sotto degli obiettivi fissati dalla normativa nazionale che prevede il raggiungimento del 65%;  il nuovo sistema consentirebbe di arrivare a breve ad una percentuale di raccolta differenziata del 67,2%. Resterebbero così da smaltire 128.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati, ai quali provvederà una rete impiantistica suddivisa in quattro poli individuati in aree già destinate a tali scopi:  il Polo per il recupero dei materiali differenziati (carta, plastica, ...), il Polo per il  Trattamento dei rifiuti indifferenziati, il Polo per lo smaltimento degli scarti,  il Polo per il trattamento della frazione organica del rifiuto solido urbano con produzione energetica di biogas (qui l'atto di indirizzo).

Siamo ancora una volta davanti ad un esempio di come sia possibile dismettere gli inceneritori andando verso sistemi alternativi che puntino al recupero della materia e, contemporaneamente, alla salvaguardia ambientale. Noi lo proponiamo da 2 anni, ora attendiamo che anche la provincia di Nuoro si assuma la responsabilità di questo passo importante in tempi brevi.