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lunedì 13 febbraio 2012

Report dell'incontro - dibattito “Salviamo il nostro futuro. Se non ora, quando?” e video degli interventi



Nonostante le scarse risorse finanziarie non abbiano permesso una pubblicizzazione più ampia dell'iniziativa, l'incontro pubblico  del 28 gennaio 2012 è stato seguito con grande attenzione da oltre 250 cittadini, organizzazioni  e amministratori  provenienti da tutta la Sardegna, a dimostrazione che l'attenzione sul tema dell'inceneritore di Tossilo è sempre molto alta. I frequenti  applausi dei presenti hanno sottolineato la condivisione degli interventi. 
Il dibattito, coordinato da Sergio Pilia, è stato aperto da alcuni interventi del Comitato che puntavano a presentare l'iniziativa, fare il punto della situazione e approfondire la proposta alternativa presentata al tavolo tecnico (clicca sul nome delle persone per il video dell'intervento).
Sono intervenuti Valeria Tola, che ha illustrato gli obiettivi e le rivendicazioni del Coordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro, promotore dell'iniziativa, e Mauro Aresu, che ha presentato il quadro della situazione, sottolineando l'impegno e le attività del Comitato e  soffermandosi anche sui  numerosi aspetti di approssimazione e irregolarità amministrativa che hanno caratterizzato tutta la vicenda, a partire dalla richiesta di finanziamento per il nuovo inceneritore presentata dal Consorzio di Tossilo in liquidazione.  Franca Battelli ha illustrato  il piano di fattibilità presentato dal Centro Riciclo di Vedelago al tavolo tecnico voluto dal sindaco di Macomer, analizzando nel dettaglio i dati contenuti nell'ipotesi di gestione dei rifiuti solidi urbani, riferiti alle tre province che conferivano a Tossilo (Nuoro, Oristano e Ogliastra), il piano degli investimenti, le linee di lavorazione e i posti di lavoro,  mettendo a confronto i 2 sistemi di smaltimento: inceneritore e centro di riciclo.
Subito dopo è intervenuto in video conferenza Massimo Piras, portavoce del Comitato Zero Waste Lazio che si batte per la soluzione del problema discariche e inceneritori nel Lazio e per una nuova legge regionale sui rifiuti.
Di grande rilevanza l'intervento dei Medici per l'Ambiente  sui rischi dell'incenerimento per la salute; secondo Domenico Scanu (ISDE Sardegna)   mettere a confronto inceneritori e salute non è un'azione allarmistica ma piuttosto un'azione di impegno sociale dei Medici per l'Ambiente il cui ruolo è quello di fare informazione per la salvaguardia della salute collettiva; particolarmente interessanti i risultati della sua analisi dei dati dell'ARPAS sulla campagna di monitoraggio dell'aria  nel Comune di Borore.  Vincenzo Migaleddu  (ISDE Sardegna) ha rimarcato che l'aspettativa di vita sana in Sardegna si va accorciando ed è inferiore alle altre regioni italiane, così come la Sardegna è la regione italiana con il maggior numero di aree inquinate. Questi dati negativi sono convalidati da studiosi e ricercatori anche a livello internazionale, per questo motivo è importante per i medici ISDE continuare ad informare sempre e comunque, perché non è vero che le malattie sono un prezzo che dobbiamo pagare alla modernità.


Benedetto Cristo, presidente della commissione ambiente del Comune di Olbia, ha detto che è importante fare informazione e informare soprattutto i politici, se si vuole fare buona politica. Olbia è un territorio a forte vocazione turistica, sede di un'area marina protetta e di un parco nazionale, dove si stanno conducendo molte battaglie in difesa dell'ambiente che hanno portato a dire no al progetto GALSI e no all'inceneritore, che non risolverebbe comunque il problema della discarica che sta esplodendo.  GiancarloCabrini, del Comitato per l'ambiente di Olbia, ha voluto sottolineare che l'informazione libera, come quella fatta nel dibattito, è ciò che ci permette di decidere se vogliamo soccombere o star bene, senza dover pagare sulla nostra pelle le scelte sbagliate di altri. Anche a Olbia si farà a breve un incontro pubblico di informazione come quello di Macomer.
Salvatore Bussu, presidente della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Nuoro, si è detto piuttosto preoccupato che ad oggi ancora Macomer non abbia deciso di tutelare le produzioni locali, dimostrando così di non tenere nella dovuta considerazione il fatto che il sostegno della Comunità Europea e i riconoscimenti di qualità  ottenuti dalle produzioni locali sono strettamente dipendenti dalla sostenibilità  ambientale, che certamente non è salvaguardata dalla presenza di un inceneritore. Cosa succederà alle produzioni senza il sostegno comunitario? E' necessario fare un passo indietro e cercare di capire cosa serve davvero al nostro territorio, e naturalmente  prendere posizione se non si condividono le scelte in atto.
Era presente ed è intervenuto anche Priamo Cottu, esponente di spicco del Movimento Pastori Sardi (MPS), che ha voluto ribadire come in Sardegna ci siano ormai troppi territori inquinati, e l'unico risarcimento richiesto dai lavoratori delle campagne è la possibilità di  continuare a lavorare per avere prodotti sani e di qualità. E' necessario che comitati come quello di Macomer crescano per poter ristabilire la legalità, perché non si può essere costretti a fare la guerra per evitare l'inquinamento,  quando esiste la possibilità di scelte  alternative valide e pulite.
Duro  l'intervento di Michele Piras, coordinatore regionale di SEL, che ha denunciato le mistificazioni dei politici che sprecano risorse pubbliche in investimenti sbagliati, lasciando intendere che per lavorare si debba sacrificare l'ambiente. Oggi c'è qualcosa di più di un semplice no ad una scelta sbagliata, c'è la ricerca e la proposizione di buone pratiche a vantaggio dell'ambiente e del lavoro, grazie al prezioso contributo del Comitato e di quanti da tanti anni si impegnano nella diffusione di una coscienza civile sui temi dell'impatto ambientale di scelte sbagliate fatte  in nome dello sviluppo industriale del nostro territorio.
Salvatore Marchi, medico ISDE e veterinario della ASL di Nuoro, ha fornito dati minuziosi dai quali risulta che sono presenti circa 1.100 aziende zootecniche in un raggio di 20 Km intorno all'inceneritore di Tossilo, mentre la nuova politica europea vieta determinate produzioni nei pressi degli inceneritori. Dobbiamo consigliare i nostri prodotti o vietarli? Possiamo forse chiedere ai nostri politici favorevoli all'inceneritore di toglierci dai guai? Non ne hanno la forza e neanche la qualità!
Una denuncia ironica ma precisa della totale insensatezza delle vicende attuali   è arrivata  da Carlo Piana, rappresentante del Comitato, che ha voluto sottolineare come dei politici  impreparati, che sanno  bene che la comunità non vuole un inceneritore, possano arrivare ad inventarsi problemi quale quello della perdita del  lavoro per  ingannare i cittadini e chiudere la bocca al Comitato quando fa informazione riportando i fatti, citando  documenti, atti amministrativi, norme di legge.
L'importanza del coinvolgimento dei cittadini è stata ribadita dal nuovo assessore all'ambiente della provincia di Nuoro,  Ivo Carboni,  che ha denunciato come invece in Sardegna questo di norma non avvenga; i Piani regionali dei rifiuti vengono decisi da pochi senza ascoltare i cittadini, le norme vengono stravolte, chi deve governare non sempre ha gli strumenti e neanche li cerca. Come assessore ha concordato con i funzionari del settore rifiuti della Regione l'apertura di un tavolo tecnico per trovare una soluzione in linea con i trattamenti suggeriti dall'Unione Europea, che prevedono l'incenerimento come ultima soluzione possibile.  Isidoro Aiello, medico ISDE, è intervenuto sull'importanza degli investimenti nella prevenzione piuttosto che nella medicina curativa; Aiello ha denunciato come i politici abbiano smarrito la pratica del buon senso per tutelare invece privilegi personali e politici  praticando la menzogna,  grazie anche ad una informazione troppo spesso condizionata dai potentati economici.
“Uno se il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare” ha detto Francesco Nieddu, ex sindaco di Silanus, citando Don Abbondio ma  riferendosi al comportamento dei sindaci dell'Unione dei Comuni del Marghine che recentemente hanno  approvato un documento a favore del “revamping” dell'inceneritore di Tossilo.  Un'accusa di inaffidabilità ai politici l'intervento di  Mariangela Barca, del Comitato popolare contro l'inceneritore di Ottana,  perché se è vero che la salute non è né di destra né di sinistra, neanche il potere e gli affari appartengono soltanto alla destra o alla sinistra.  L'incontro si è chiuso con l'intervento di Antonello Cosseddu, ex consigliere comunale di Macomer, che ha denunciato una situazione di estrema gravità e di emergenza democratica, una situazione kafkiana nella quale possono anche parlare scienziati, medici, tecnici di alto valore, ma non si vogliono sentire ragioni  perché  non si mettono comunque  in discussione gli equilibri decisi da politici che sono i controllori e al tempo stesso i controllati.
Ringraziamo tutti gli intervenuti per il prezioso contributo dato alla riuscita dell'incontro con approfondimenti e precisazioni che hanno  messo a fuoco più precisamente gli avvenimenti e le problematiche connessi  al potenziamento dell'inceneritore di Tossilo.

Ringraziamo anche il Centro UNLA per la disponibilità del supporto tecnico indispensabile per la buona riuscita della manifestazione.
Aspettiamo i vostri interventi sul blog o sul nostro canale Youtube.

11 commenti:

  1. Anche noi abbiamo un inceneritore, forse più grosso del vostro, sul quale non si dice niente, potete far conoscere la vostra proposta al sindaco di Cagliari? Dice di essere sensibile ai problemi ambientali.

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    1. Ciao, avrai notato che tutti le persone nominate hanno il link,ti consiglio di guardare l'intervento di michele piras, lui è il segretario regionale di sel, credo che le sue opinioni siano le stesse del vostro sindaco. Forse hanno solo bisogno di cittadini che li "aiutino" prendere iniziative sulla differenziata porta a porta.
      Bisogna fare morire di fame il "mostro" inceneritore. Saluti

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  2. Grazie Gianna x il tuo intervento, perchè la risposta fugace e liquidatoria del Sig. Carlo, è la dimostrazione chiara e lampante che al comitato non interessa la tutela ambientale, infatti hai ragione tu, Tossilo ( Davide) due linee da tre Tonnellate/ora di rifiuti, Casic ( Golia ) 3 forni a griglia mobile 7 Tonnellate/ora
    Capacità totale di combustione sui tre forni 504 T/g , solo che il Sig. Carlo si guarda bene dal pestare i piedi al sindaco Zedda sennò esce con le ossa rotte, o no?

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    1. cittadina informata19 febbraio 2012 18:42

      Carissimo anonimo consiglio a te e anche ai nostri amministratori di leggere oggi la Nuova Sardegna : in cronaca del Marghine l'appello del Consigliere Guiso, che durante la legislatura ha dimostrato un grande senso di responsabilità verso la sua comunità, cosa non da poco, vista l'irresponsabilità dimostrata dalla maggioranza che ci governa a Macomer, guidata da altrettanti irresponsabili che siedono nelle poltrone regionali. gli uni e gli altri pagati da noi per fare i propri affari e bruciare il nostro futuro.
      Caro anonimo, continuiamo a sfogliare le pagine della Nuova e andiamo alla provincia di Olbia dove c'è stata una importante conferenza sul TERMOVALORIZZATORE che più correttamente possiamo chiamare INCENERITORe o semplicemente produttore di Diossina , ossia disastro economico, ambientale e sanitario per tutto il territorio. Ad Olbia
      il fronte del NO si allarga ed il sindaco Giovannelli che ha partecipato alla conferenza unitamente ad altri esponenti politici è molto preoccupato.La giunta Giovannelli diversamente dalla nostra si unisce ai cittadini confermando la dura opposizione alla costruzione dell'impianto di Diossina, ormai superato da sicure e largamente sperimentate metodologie alternative, non inquinanti ed in grado di incentivare l'occupazione. L'assessore all'ambiente ha ribadito quello che tutti sanno che L'inceneritore per funzionare e sputare molta diossina ha bisogno di molta spazzatura e invece loro puntano a ridurre a zero i rifiuti tramite la differenziata, nel frattempo chiedono la revisione de piano Regionale sulla gestione dei rifiuti e l'abolizione totale degli inceneritori. Anche noi cittadini di Macomer, intelligenti ed informati, chiediamo che si chiuda l'era dell'incenerimento ed al più presto si spenda il denaro pubblico per risanare l'intero territorio e
      rilanciarlo sul fronte economico ed ambientale.
      Inoltre non vogliamo, nessun inceneritore nella nostra isola. Il fronte del no ormai si sta allargando in tutta Italia, ma a voi amanti di incenerimento insieme agli amministratori del disastro,consigliamo di cercarvi un'isola deserta, lontana dalla terra, e trasferirVi con le vostre famiglie e tanti tanti inceneritori. Così vivrete felici e contenti.
      IL FUTURO DI MACOMER SARA' RIFIUTI ZERO _ RASSEGNATEVI

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    2. Il futuro di Macomer sarà lavoro e giovani "zero" rassegnati a vivere in un paese per vecchi ( non quello dei fratelli Cohen), cara cittadina informata, per quello che riguarda la diossina, dovrai porgere il tuo naso verso nord, verso monte muradu perchè è da li che arriveranno i pericoli per macomer per i prossini 30 anni, e credimi non ci sarà nessun comitato ad evitare il disastro.

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    3. cittadina informata21 febbraio 2012 19:14

      Non incantate più nessuno con le vostre fesserie.
      Macomer non è Napoli si può risanare.

      SOLO DOVE C'E' LA MAFIA SI IPOTIZZA UN FUTURO ED UN ECONOMIA DIPENDENTE DAI RIFIUTI.
      A MACOMER E NEL MARGHINE CI SONO RISORSE, SOLO MENTI BACATE POSSONO PENSARE CHE PER LO SVILUPPO BISOGNA BRUCIARE IMMONDEZZA, MA TANTA, QUELLA DI TUTTA LA SARDEGNA NON BASTEREBBE.
      Con questa mentalità ci saranno giovani e vecchi: in fila per la chemioterapia.
      Mettiamo in funzione il cervello e spegniamo gli inceneritori non solo a Macomer ma in tutta l'isola.

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    4. Mi domando dove eri quando i " vostri " amici di sinistra facevano tutti questi sfraceli? che mi risulti ancora molti di questi " sponsorizzati " hanno ruoli di rilievo all'interno di quell'impianto? uno dei primi atti che avevano firmato, a proposito di mafia, era il conferimento di tutti i rifiuti di NUORO e la messa in funzione di una imballatrice per riempire monte muradu di balle verdi? forse il colore delle ecoballe vi piaceva? o forse non sei così informata come ti hanno fatto credere, oltretutto dovresti informarti su cosa vuol dire risanare due discariche da 400.000 metri cubi riempite fino a 16 metri di altezza.

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    5. caro anonimo conoscitore del futuro, se hai qualche informazione sulla discarica di Monte Muradu ti consiglio caldamente di andare alla procura della repubblica. Non ti nascondere dietro l'anonimato usando questo blog come la casella postale dei carabinieri

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    6. cittadina informata21 febbraio 2012 22:02

      Non si sa chi mi fa più schifo tra questi due fronti.
      Ma non hai ancora capito che la politica,TUTTA, negli ultimi 20 anni ha fallito nel suo compito principale: lavorare per l'interesse di una comunità e di un territorio con senso etico e civico.
      A casa tuttI, due punti, I vecchi, i nuovi lavati con perlana, chI ieri era contro l inceneritore di Ottana e oggi lo vuole a Macomer, etc, etc, etc,etc,etc, etc.
      Forse tu hai a che fare con la politica, io no, non sono mai stata tesserata, non ho amici fra i politici e ne sono fiera,non devo niente a politicanti, sono una libera cittadina e come tante altre amo molto la mia citta' ed il mio territorio.
      Informati anche tu sulle nuove metodologie di trattamento dei rifiuti, iniziamo a mettere i soldi pubblici per sanare il sanabile.I soldi pubblici non sono dei politici di destra o di sinistra, che vogliono continuare con l incenerimento, sono anche dei tantissimi cittadini che non vogliono continuare su quella strada che ci ha portato al disastro che hai descritto.
      Io sono per un Governo di Tecnici a Macomer e Borore, che siano specialisti in risanamento ambientale.

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  3. Gentile Gianna, stiamo seguendo da vicino la situazione del tuo territorio e abbiamo spinto per la costituzione di un Coordinamento Sardo per dire NO a tutti gli inceneritori in Sardegna (attuali o futuri). A Cagliari in particolare è attivo da qualche mese un altro Comitato Non Bruciamoci il Futuro col quale condividiamo analisi e strategie, puoi contattarci al nostro indirizzo email per avere il loro recapito di riferimento. A breve saremo presenti ad un'iniziativa pubblica di SEL, a Cagliari, nella quale presenteremo la nostra proposta alternativa; sarà presente anche il sindaco Zedda, al quale abbiamo intenzione di richiedere un incontro per una valutazione approfondita della situazione.

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  4. Estremista ambientalista18 febbraio 2012 15:34

    Leggi molto attentamente Anonimo tifoso dell'inceneritore,e se come penso, lavori in quello di Tossilo,prova a pensare che potrebbe anche toccare a te.
    INCENERITORE ASM: GUP AMMETTE LAVORATORI MORTI O MALATI PARTE CIVILE
    17 Febbraio 2012 13.19 - di Claudia Sensi - Fonte: Radio Galileo - cod.320391
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    Le malattie sarebbero strettamente legate alle mansioni lavorative svolte presso l'inceneritore

    Accolte, dal gup del tribunale di Terni Pierluigi Panariello, le nove richieste di costituzione di parte civile presentate nell'ambito dell'udienza preliminare aperta nei confronti di dieci persone accusate a vario titolo di duplice omicidio colposo, lesioni e violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro per le malattie contratte da quattro lavoratori dell'inceneritore Asm di Maratta. Il giudice ha accettato tutte le istanze degli avvocati che rappresentano i familiari dei due lavoratori morti di tumori - il capoturno dell'inceneritore Giorgio Moretti nel giungo 2008 e il gruista Ivano Bordacchini nel dicembre 2010 - e di altri due colpiti da malattie analoghe. Il giudice ha anche accolto la richiesta delle parti civili di chiamare in causa la stessa azienda municipalizzata come responsabile civile. Nella prossima udienza, fissata per l'11 aprile, il pm Elisabetta Massini e l'avvocato Dino Parroni hanno annunciato che presenteranno al giudice la richiesta di integrazione della perizia compiuta nel corso delle indagini preliminari sulla qualità ambientale del sito di Maratta. Secondo la procura le malattie sarebbero strettamente legate alle mansioni lavorative svolte dai quattro presso l'inceneritore.

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