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martedì 17 gennaio 2012

Comunicato del Coordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro


Il Coordinamento Sardo NBF è stato costituito da comitati, organizzazioni e gruppi territoriali di cittadini impegnati sul tema della gestione corretta dei rifiuti/materiali post consumo e della produzione e distribuzione innovativa dell'energia.
E' nostro obiettivo prioritario portare all'attenzione del mondo politico e dell'opinione pubblica l'urgente e ormai inderogabile necessità di affrontare queste questioni nel rispetto dell'ambiente, delle nostre campagne, della salute e del lavoro.
Chiediamo la revisione del Piano Regionale dei Rifiuti, soprattutto per quanto riguarda la scelta esclusiva dell'incenerimento, con un'attenzione particolare al problema dei rifiuti industriali e  una seria politica di bonifiche dei territori inquinati, e la revisione del Piano Energetico Regionale con  la graduale dismissione delle grandi centrali di produzione a combustione e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
  • Il diritto alla salute è un diritto prioritario per tutti, che viene gravemente minacciato dalla presenza di inceneritori e grossi impianti a biomasse, un allarme lanciato da tempo a livello internazionale da medici e ricercatori: la combustione è la fonte principale di rilascio di pericolosissime polveri ultra fini e di diossina che contaminano l'aria che respiriamo e gli alimenti che consumiamo e sono la causa prima dell'aumento di tumori del sistema riproduttivo, leucemie e linfomi  in età pediatrica e puberale, malformazione dei feti, malattie autoimmuni e degenerative.
  • Il diritto al lavoro è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, eppure è  costantemente sotto gli occhi di tutti il fallimento della politica regionale a favore dei grandi insediamenti  industriali  che hanno bruciato migliaia di posti di lavoro, deturpando e contaminando i nostri territori. Solo una seria politica di investimenti nella salvaguardia dell'ambiente può creare occupazione stabile.
  • Il diritto dei cittadini ad avere accesso alle informazioni e a partecipare ai processi decisionali, soprattutto in campo ambientale, è un diritto sancito da numerose disposizioni  internazionali  e nazionali, ma questo diritto è spesso calpestato da amministratori che si arrogano il diritto di decidere del nostro futuro e di quello dei nostri figli nelle stanze segrete della politica, ignorando  le preoccupazioni dei cittadini che portano avanti una protesta civile.

Riteniamo gravi le accuse rivolte al Comitato Non bruciamoci il Futuro di Macomer e siamo profondamente sgomenti che vengano utilizzate strumentalmente le paure dei lavoratori  dell'inceneritore di Tossilo per chiudere la bocca ai cittadini.  

Sabato 28 gennaio 2012, alle ore 16.00, presso le ex caserme Mura in Viale Gramsci a Macomer, si terrà un incontro pubblico sulle problematiche legate all'inceneritore di Tossilo e successivamente organizzeremo una manifestazione a sostegno delle nostre rivendicazioni.

Aderiscono al  Coordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro
Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Macomer, Medici per L'Ambiente (ISDE) Sardegna, Cagliari Social Forum, Comitato Popolare Contro l'Inceneritore di Ottana, Comitato per l'Ambiente di Olbia, Comitato Non Bruciamoci il Futuro di Cagliari, Circolo Legambiente di  Macomer, Circolo Legambiente di Tonara, MPS  Movimento Pastori Sardi, CIA Confederazione Italiana Agricoltori – Nuoro, Coldiretti - Nuoro
 Il Coordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro è sostenuto da
ProgRes  Progetu Rèpùblica, Sinistra Ecologia Libertà della Sardegna, Indipendentes pro Silanus, Movimento Indipendentistas Claudia Zuncheddu, IRS Indipendentzia Republica de Sardinia

2 commenti:

  1. Ecologista Estremista20 gennaio 2012 21:20

    Paolo Maninchedda. Eletto dal territorio, in parte anche per il suo radicale NO all’inceneritore di Ottana e promotore di una Moratoria contro la realizzazione di nuovi inceneritori che così affermava: “L’incenerimento è la tecnologia di gestione dei rifiuti che ha il più alto impatto ambientale, il maggior spreco di materiali riutilizzabili, i più alti costi di costruzione ed esercizio, i più lunghi tempi di messa in opera, il minor bisogno di manodopera”, Maninchedda così interveniva qualche giorno dopo il convegno sul suo sito internet:
    “Si sta facendo un gran baccano per nulla sull’inceneritore di Macomer. L’unica cosa certa e decisa, su cui tutti noi ci siamo schierati è affermare che l’attuale inceneritore è un gravissimo e serissimo problema. O si pone rimedio o si chiude. (…) Ma nulla è stato deciso e ciò che si deciderà va deciso secondo percorsi democratici e partecipativi, che riguardano il Marghine, ma anche la Sardegna”.
    Correva l'anno 2007 quando L'Onorevole pronunciava queste frasi.Forse allora non vantava certi estimatori che oggi lo incensano (sindacalisti e quant'altro......)ma ragionevolmente ogni essere umano puo' cambiare idea,e in ragione di questo speriamo che si possa verificare ancora,l'ennesimo cambio di direzione dell'Onorevole,e di quanti con lui oggi propongono come soluzione del problema rifiuti solo e unicamente l'incenerimento. Se davvero si andasse "....secondo percorsi democratici e partecipativi....."forse le valutazioni sarebbero un tantino diverse.

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  2. I sindaci di Macomer, Sindia, Borore, Dualchi, Bolotana, Noragugume, Lei, Silanus hanno deliberato che dobbiamo tenerci l'inceneritore per altri 10 anni. Questo è il loro rimedio per salvaguardare l'ambiente, la nostra salute e le prospettive di lavoro dei giovani.

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