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giovedì 29 dicembre 2011

Il comunicato integrale dei lavoratori della Tossilo SpA

Pubblichiamo integralmente il comunicato dei lavoratori della Tossilo SpA. Questa è la diretta conseguenza delle irresponsabili dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'on. Paolo Maninchedda e dal vicesindaco e presidente della Tossilo SpA Giovanni Biccai, che accusano il Comitato di essere la causa della presunta perdita dei finanziamenti per il nuovo forno.
Vogliamo dare modo a tutti di valutare la gravità delle minacce al Comitato contenute in questo documento.
Ci riserviamo di tutelarci nelle sedi opportune e chiediamo che il Sindaco si faccia garante del ripristino di un corretto confronto civile.

Di seguito ilcomunicato:




"COMUNICATO DEI LAVORATORI
Dalle ultime notizie stampa apprendiamo che il finanziamento regionale  con i fondi POR per la ristrutturazione dell’impianto è molto probabilmente andato perso. Di questo siamo grati  alle amministrazioni locali che si son fatte coinvolgere dal “Comitato non bruciamoci il futuro” che in tutto questo periodo si è impegnato allo spasimo per far sì che questo avvenisse, hanno soprattutto fatto leva sulla loro ideologia politica, che di ambientale non ha nulla, con l’intento di disorientare l’opinione pubblica mettendo in giro le falsità più assurde definendo il nostro impianto come il peggiore di tutti i mali. Come si fa a parlare di “terzo forno” se questa opzione non è mai stata considerata ?  Sono riusciti a bloccare tutte le iniziative per circa un anno, con la sfrenata sponsorizzazione del “Santuario di Tergu” per poi rendersi conto che  lì i miracoli erano finiti, anzi  non c’erano mai stati. Dopo con l’attesa  della loro  proposta alternativa che si concretizza con qualche foglio dove descrivono l’impianto di Vedelago con uno schema a blocchi prospettando circa un centinaio di posti di lavoro che non è dato a sapere come retribuiranno. Ma hanno presente cosa sia un piano tecnico  economico  o parlano tanto per parlare? Di cosa dobbiamo discutere di che cosa vogliamo parlare ? È soprattutto in casi come questo che la diffusione delle informazioni dovrebbe essere corretta, completa e obiettiva. Come avrete visto la qualità dell’aria nel nostro territorio (comune di Borore quello maggiormente esposto) è stata analizzata e giudicata salubre dall’ ARPAS, agenzia regionale che si avvale di qualificata competenza tecnico scientifica e di esperienza pluriennale nel settore del monitoraggio e controllo ambientale. Ma questa notizia ha avuto davvero poco risalto, forse perchè discordante con ciò che avrebbe “preferito” sapere chi trova comodo individuare in un unico bersaglio la radice di tutti i mali, compresa la desertificazione del territorio.  È quindi intuibile che ci sia una mancanza di trasparenza nella divulgazione di informazioni, troppo spesso non chiare, distorte ed evidentemente finalizzate ad un preciso scopo ….. che ci porterà a perdere il nostro posto di lavoro. Da parte di chi ha fatto di tutto per far arrivare i fondi del finanziamento, purtroppo, non c’è più la pazienza di sottoporsi ad accuse gratuite che sono solo tendenziose, esclusivamente mirate a uno scopo ideologico che esula dalla realtà dei fatti, ben diversa da ciò che intendono farci credere. Qualsiasi industria è fonte di inquinamento ambientale, ma è anche fonte di guadagno, di lavoro e di benessere, indispensabile di questi tempi in cui assistiamo, giorno dopo giorno, al crollo di tutte le attività portate avanti dal duro lavoro delle generazioni passate. Bisogna quindi incanalare le energie affinchè questo tipo di inquinamento sia completamente sostenibile. Gli interventi devono essere mirati al controllo e alla riduzione delle emissioni, per esempio interventi di manutenzione, ristrutturazione e adeguamento alle nuove tecnologie, sempre più sofisticate. Ci ritroviamo invece a dover lottare con persone assolutamente disinteressate al nostro posto di lavoro e, come se non bastasse, incapaci di costruire un’alternativa concreta. Probabilmente sono molto lontani dai nostri problemi considerando il fatto che il loro lavoro è comunque garantito, essendo per la maggior parte insegnanti e pensionati, con una parte di studenti che, per loro fortuna, non hanno ancora avuto occasione di affacciarsi al reale e complicato mondo del lavoro e sicuramente con queste prospettive si augurano probabilmente di non entrarci mai. A questo punto ci chiediamo cosa noi lavoratori della Tossilo S.p.A., vogliamo intraprendere nell’immediato, perché così rischiamo tutti di trovarci per strada e di dover chiedere assistenza anziché continuare a contribuire con il nostro onesto lavoro a garantire un servizio pubblico fondamentale, che  non può essere sminuito dalla loro faciloneria e superficialità. Il nostro messaggio deve arrivare forte  e deciso anche alle istituzioni e amministrazioni locali, che nell’attuale situazione di grande disagio, non possono più temporeggiare  oltre, il tempo è finito e ognuno si deve assumere le proprie responsabilità che devono essere comunque prese nel rispetto dell’ambiente e nella garanzia dei posti di lavoro. Qui si stà giocando sul futuro delle nostre famiglie e non è certo il gioco delle tre carte, se il nostro impianto chiude, non crediamo che per noi ci sia  più nessuna carta vincente, ma solo perdite che ora nessuno è in grado di quantificare. Vogliamo anche ricordare che lo smaltimento dei rifiuti non potrà più essere garantito nella sua attuale efficacia e si andranno a creare seri problemi di natura sanitaria che si ripercuoteranno su tutto il nostro territorio e sulla salute pubblica con danni irreparabili. Per quanto riguarda l’ordine pubblico si potrebbero quindi determinare situazioni molto drammatiche, ben sapendo che l’esasperazione della perdita del lavoro, purtroppo porta a fare dei gesti inconsueti e incontrollati, ebbene, la colpa sarà esclusivamente di  coloro che questo scempio, hanno  reso  possibile.
CHI DI DOVERE SE NE DOVRA’ ASSUMERE TUTTE LE GRAVI  RESPONSABILITA’"



8 commenti:

  1. Condivido solo l'ultima affermazione: CHI DI DOVERE SE NE DOVRA' ASSUMERE TUTTE LE GRAVI RESPONSABILITA', e spero che i lavoratori di Tossilo che non si riconoscono in questo comunicato possano trovare il modo di prendere le distanze da chi ha voluto associare le minacce alle pur comprensibili preoccupazioni.

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  2. "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." (GANDHI)

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  3. questo é un comunicato aprovato all'unanimità da tutti i lavoratori, comprensibilmente preocupati per il posto di lavoro non é una minaccia c'é poco da prendere le distanze
    Giovannino

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  4. La vostra convinzione/speranza che alcuni lavoratori non si riconoscano in questo documento è assolutamente ridicola. Sappiate che mai assemblea è stata così numerosa, dovuta alla reale proccupazione di tutti.
    Antonio

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  5. Confido che d'ora in avanti si possa discutere serenamente nel rispetto delle proprie e altrui posizioni.Confido anche che si possano portare a un tavolo comune tutti i soggetti interessati,operai compresi,per dibattere del problema (rifiuti,riciclo e incenerimento)e ricercando la via migliore per l'immediato e per il medio e lungo periodo.A me, ma posso parlare a nome di molti colleghi non interessano le contrapposizioni di carattere "ideologico",per cui, convinto del fatto che nessuno è depositario di alcuna verita',(se non quella della soluzione del problema),auspico si intraprenda da subito la via del dialogo civile.
    Angelo Scarpa Operaio dell'inceneritore

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  6. mentre voi cincischiate, si è consumata l'ennesima porcata di questa società, uno dei Direttori chiede di essere integrato in pianta stabile presso il Consorzio Zir con ruolo dirigenziale, quando la nave affonda i topi la abbandonano, uno dei geometri anziani del Consorzio Zir, si accorge dello scippo, presenta denuncia agli organi competenti, il Direttore del Consorzio, amico fraterno del tranfuga e la signora mentore dello stesso si mettono paura e annullano tutta l'operazione, quando la nave affonda...

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  7. Cittadini elettori delusi del P.d.L.4 gennaio 2012 12:34

    Se invece di perseguire il piano del revamping qualcuno,cui prude più la poltrona che i posti di lavoro a rischio,avrebbe dovuto prendere la palla al balzo e cercare di rendere possibile prendendola più a cuore,la fattibilità della differenziata di Vedelago a Macomer con conseguente incremento dei posti di lavoro mettendo di conseguenza a rischio la propria poltrona di presidente della Tossilo spa e di pochi altri a lui vicino, ma salvaguardando così quella dei lavoratori che gliene sarebbero stati grati, visto che oltretutto l'inceneritore era stato avviato e gestito a profusione dalle giunte precedenti di sinistra, avrebbe avuto gioco facile a portare avanti il piano di Vedelago e conseguente chiusura dell'inceneritore, ma purtroppo in questi anni di gestione Sardo/Forzista abbiamo visto che il guadagno facile passa sopra tutto e tutti.Sono i danni creati dall'inceneritore ad aver creato in questa zona la desertificazione, si vadano a fare esami approfonditi sulla situazione dei terreni e delle acque della zona anziché dare retta a quelle centraline dell' Arpas che rilevavano il grado di inquinamento dell'aria proprio quando non funzionava l'inceneritore.I lavoratori pertanto vadano a recriminare il loro scontento a chi li gestisce in una forma subdola che vede prevalere gli interessi di parte a quelli generali che riguardano anche e sopratutto la cittadinanza tutta.ABBIAMO GIA' DATO.

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  8. Oggi nuovamente al TG3 abbiamo assistito a una scenata teatrale.E' messa in scena pura quella dei nostri politici: analizzando tutta la vicenda dell'Inceneritore di Tossilo appare quanto mai chiaro che questi politicanti non hanno a cuore ne gli interessi dei 50/60 operai
    onesti ne quelli di un'intera comunità, sia per il presente che per il futuro.I loro infiniti giravolta fanno pensare, sul serio, che la mancanza di un progetto serio,coerente e sostenibile li sta mettendo in difficoltà e ora è conveniente, anche per fini propagandistici, innescare mine vaganti per creare confusione e contrapposizione in un territorio che è già abbastanza ferito.
    Una cosa ci sarebbe da chiedere a questa gente:
    le dimissioni in massa.

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