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mercoledì 21 dicembre 2011

Balle di Natale



Apprendiamo dalla stampa che i finanziamenti regionali destinati alla realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo potrebbero non essere più disponibili, e che l'onorevole Maninchedda, nel dare questa notizia con affermazioni “terroristiche”,  invece di ammettere l'incapacità sua e degli amministratori di Macomer di gestire i finanziamenti e tutta la situazione dei rifiuti nel nostro territorio,  prova a scaricare la responsabilità sul Comitato cittadino “Non Bruciamoci il futuro”.  Maninchedda dice di non voler più partecipare alla “polemica” sul tema della gestione dei rifiuti però subito dopo accusa il Comitato di  aver vanificato, con una contrapposizione radicale,  la strategia di Macomer sulla gestione dei rifiuti, proponendo un progetto alternativo che, a suo dire, sarebbe invece una “filosofia alternativa”.  
Invece di evitarla, rinfocola la polemica gridando all'untore. Evidentemente non gli riesce facile,  ma sarebbe comunque più onesto, assumersi le proprie responsabilità ammettendo  che tutta la  vicenda messa in piedi per ottenere quei finanziamenti  non aveva grandi possibilità di andare a buon fine, in quanto un Consorzio industriale in liquidazione non  può gestire  i finanziamenti né, tanto meno, avrebbe avuto facoltà di indire una gara internazionale di appalto per la costruzione del nuovo inceneritore. Forse tentava davvero un gioco di prestigio?
Per quanto riguarda l'attacco alla proposta alternativa presentata dal Comitato, considerato che proprio lui non si è mai coinvolto direttamente nella valutazione del progetto insieme ai cittadini, limitandosi a giudicare a distanza, lo invitiamo ad approfondire tutti gli aspetti e le implicazioni delle tecnologie alternative da noi proposte, che non sono “filosofia”, ma sicuramente poggiano sulla filosofia che i rifiuti, tutti,  sono risorse e, in quanto tali, non si bruciano ma si ri-immettono sul mercato avviando un circuito virtuoso che salvaguarda la salute, l'ambiente e il lavoro.

Se volesse davvero informarsi, verrebbe a sapere che altri territori stanno puntando sui Centri Riciclo per risolvere il problema rifiuti, come si può vedere in questi filmati:
Parte prima
Parte seconda
Parte terza
se invece volesse documentarsi sulle tecnologie proposte, qui troverebbe informazioni interessanti su come riciclare i rifiuti urbani al 95% creando anche panchine, mattoni e altro
o su una delle tecnologie presenti nella nostra proposta, l'impianto per il recupero di pannolini e pannoloni, presentato  recentemente a livello nazionale, come riporta il Sole 24 Ore del 14 Dicembre
Tutte queste tecnologie sono state presentate al tavolo tecnico dalla Sig.ra Poli, invitata dal Sindaco di Macomer per la valutazione di una proposta alternativa all'inceneritore. La sig.ra Poli non fa filosofia, è un'imprenditrice seria che si muove a livello internazionale per presentare e promuovere le nuove tecnologie nel trattamento dei rifiuti, sostenute dall'Unione Europea come eco-innovations.
Queste informazioni sono accessibili anche ai semplici cittadini, che invece hanno difficoltà ad averne altre a livello istituzionale. Saremmo grati se l'onorevole Maninchedda e gli altri amministratori del territorio ci aiutassero a capire  i motivi del mancato avvio delle rilevazioni di eventuali contaminazioni di elementi tossici, diossine in particolare, negli alimenti di produzione animale, nelle acque, nei terreni e nei vegetali del distretto del Marghine, come era stato preannunciato da un comunicato dell’ASL n. 8 di Nuoro nell’ambito di una rimodulazione dell’indagine epidemiologica al fine di fare massima chiarezza sull'incidenza ambientale dell'inceneritore di Macomer e delle industrie della piana di Ottana".
Se confermata, la mancata realizzazione dell'inceneritore non può che soddisfarci. Dispiace perdere finanziamenti che sarebbero potuti essere utilizzati per realizzare un Centro Riciclo;  ora è ancora più urgente spingere per la sua realizzazione attingendo ai finanziamenti concessi dall'Unione Europea sino al 65% a fondo perduto ed evitando così pesanti criticità per tutto il territorio.
Ma i politici non possono riciclarsi all'infinito continuando a sparare balle.  Si sciolga la Tossilo e si rimetta in piedi un quadro amministrativo legittimato a decidere. Non possiamo continuare a discutere con politicanti che si giocano a nascondino. 
Soprattutto, pretendiamo che sia tutto pubblico, con incontri con la comunità per proporre e decidere. Basta frottole!

26 commenti:

  1. Forza companieros di lotta e di poltrona

    1)Abbattiamo i vulcani

    A inquinare irreparabilmente l'atmosfera, sono prima di tutto i vulcani; una eruzione di grandi dimensioni emette circa 17 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio (uno dei gas responsabili dell'effetto serra), pari a due volte e mezza l'emissione annua mondiale derivante dalle attività umane; da solo il Monte Pinatubo, nelle Filippine, nel 1991 ha inoltre emesso circa 30 milioni di tonnellate di biossido di zolfo, il gas principale responsabile del fenomeno delle piogge acide. Inquinano anche, soprattutto nei maggiori centri urbani, le piante, rilasciando dei composti volatili organici che causano, ad esempio, il 15% delle polveri sottili di Los Angeles e il 6% di quelle di Milano.
    2) Abbattiamo tutti i bovini…..tanto mangiamo hanburgher
    I bovini addomesticati, da parte loro, emettono metano e protossido di azoto producendo con le loro «fermentazioni enteriche» quantità di gas serra che in Francia ammontano ogni anno a 26 milioni di tonnellate, mentre lo stoccaggio delle loro deiezioni ne libera altre 12 tonnellate. Per questo in Nuova Zelanda tre anni fa si erano proposte variazioni nella dieta delle mucche, al fine di ridurre i danni ambientali arrecati dai loro processi digestivi: un'idea abbandonata perché comportava l'assunzione di olio di fegato di merluzzo, che avrebbe dato alle bistecche e agli arrosti gusto di pesce. Nel 2000, invece, l'Unione Europea aveva preso in considerazione l'idea di introdurre una «tassa sulle mucche» per i Paesi prevalentemente agricoli, come ad esempio l'Irlanda; un progetto per ora accantonato

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  2. La stupidità di questo commento è pari solamente a quella della mente di chi lo ha preso e incollato qui (visto che di sicuro non è farina del sacco dell'anonimo postatore...).
    Speriamo in commenti più intelligenti e pertinenti alla vicenda di cui sopra.

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  3. Beati voi che siete i detentori delle verità e dell'intellighenzia, solo ciò che scaturisce dalle vostre menti tarate deve essere preso in considerazione il resto non conta....
    Il classico esempio della più grande ipocrisia.
    Ipocriti punto.

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  4. Questa è la decisione dei giudici del TAR che blocca l'installazione di 15 radar nelle coste della Sardegna dopo le proteste dei cittadini dei comitati no-radar, una decisione importante che è anche un segnale forte per i troppi decisori politici che se ne fregano del principio di precauzione e tentano di delegittimare le proteste dei cittadini:
    L’ambiente va protetto contro ogni iniziativa ostile da chiunque essa provenga e l’interesse nazionale perseguito con la realizzazione dell’opera pubblica cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute. Una tutela che nell’ordinamento italiano è pacificamente intesa come diritto soggettivo della persona e come interesse della collettività ad un ambiente salubre. E siccome è del tutto evidente che la salute può subire nocumento dalla degradazione dell’ambiente, è giustificato il divieto di installare gli impianti. Il legame del diritto all’ambiente salubre con la tutela della salute attribuisce a tale tutela il valore dell’assolutezza, ciò significa che va protetto contro ogni iniziativa ostile da chiunque essa provenga e con la conseguenza che esso ha anche una valenza incondizionata. La tutela deve ritenersi ampliata fino a comprendere le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività a lungo termine, per cui occorre applicare il principio di minimizzazione che costituisce il corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria.

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  5. Gli interessi forti sono costretti a fare un passo indietro di fronte all'interesse della collettività alla tutela dell'ambiente e della salute.
    Un bel regalo di Natale per tutti i Sardi.

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  6. “Principio di minimizzazione corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria”??? Chi?? ...
    Il principio di precauzione di Einstein indica un atto o un comportamento diretto ad evitare un pericolo imminente o possibile. Giusto? Quindi reca con sé l’idea dell’anticipazione, sul piano temporale, di una condotta di tutela dinanzi a un rischio. Sicuramente la condotta più immediata da adottare per prevenire un eventuale rischio di inquinamento ambientale si attua a partire dal gradino più basso della scala, cioè a partire dall’ambiente frequentato quotidianamente. La maggior parte delle nostre attività, circa l’80% del tempo giornaliero, si svolge in luoghi chiusi ( ambienti indoor) che comprendono le abitazioni, gli uffici pubblici e privati, le strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.), locali destinati ad attività ricreative e sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, etc.), mezzi di trasporto pubblici e privati (auto, treno, aereo, nave, etc.). L’inquinamento indoor viene frequentemente sottovalutato, ma, in realtà, diverse ricerche hanno dimostrato che in questi luoghi l’esposizione ad inquinanti di varia natura può essere addirittura superiore a quella relativa agli inquinanti in ambiente esterno o industriale. L'americana EPA (Environmental Protection Agency), ad esempio, considera l'inquinamento dell'aria degli ambienti confinati persino più pericoloso di quello che troviamo all’esterno. Di fatto, gli oggetti e gli elettrodomestici presenti nelle nostre case e molti dei prodotti che usiamo quotidianamente, ad esempio solventi, cere, detersivi, disinfettanti, cosmetici, vernici, smalti, etc., rilasciano nell'ambiente circostante gas e componenti volatili (VOC)che minacciano costantemente la nostra salute. La presenza di agenti inquinanti di natura chimica (es. NOx, CO, fumo di tabacco), fisica (es. campi elettromagnetici, radon, rumore) e biologica (es. batteri, virus, muffe), determina la contaminazione dei diversi ambienti (casa, ufficio, scuola...) con conseguenti danni transitori o permanenti sulla salute degli individui, che vanno dalle sensazioni di malessere generico, all’acuirsi dei fenomeni allergici, fino a diverse forme di patologie tumorali. “L’ambiente va protetto contro OGNI iniziativa ostile … da chiunque essa provenga”, ci vuol far credere signora Franca che a casa sua evita di fare le pulizie per non utilizzare i detersivi altamente inquinanti? Che non utilizza cosmetici? Che lei si priva del cellulare e di impianti di telecomunicazione per limitare il campo elettromagnetico circostante? Non fa utilizzo di elettrodomestici lei? “E siccome è del tutto evidente che la salute può subire nocumento dalla degradazione dell’ambiente, è giustificato il divieto di installare gli impianti”, si riferisce anche agli impianti di riscaldamento e combustione che ci fanno tanto calduccio d’inverno? Si riferisce anche agli impianti di condizionamento e deumidificazione che ci fanno tanto fresco in estate? Si riferisce anche ai vari elettrodotti di casa che ci danno tanta luce per vedere oltre il tramonto del sole? Forse, nonostante la luce, siamo proprio noi a non voler vedere! Se, oltre le belle parole scritte, lei può affermare di applicare nella vita quotidiana questo principio di minimizzazione, forse la sua battaglia ha un senso e potremmo tutti prenderla come esempio... Altrimenti, sarebbe più corretto da parte sua non nominare il valore dell’assolutezza, quando a questo non si può neanche ambire!

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  7. Quindi, seguendo il ragionamento di chi mi ha preceduto, siccome tutto quello che ci circonda è nocivo, allora tutto è lecito. Tanto vale tenerci il tetto in eternit e magari continuare a produrlo, giusto? Anche quello dava lavoro...
    Ma quando si finirà di considerare l'incenerimento dei rifiuti come indispensabile?

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  8. Finirà quando non ci sarà più produzione di rifiuti! …
    Il ragionamento non l’hai seguito per niente. Non hai centrato il punto. Rileggi bene prima di rivoltare le frittate!

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  9. @ anonimo
    Tutto il suo ragionamento potrebbe avere un senso se quelle belle parole fossero mie, una cittadina qualunque (come Lei?), ma sono invece del Ministero dell'Economia e del Comando Generale della Guardia di Finanza che, per motivi connessi alla proposta delle popolazioni e alla perdita dei finanziamenti, hanno deciso di motivare così la decisione di rinunciare agli impianti radar. Le può leggere in un articolo di stampa a questo indirizzo:
    http://www.rassegnanuoro.it/rassegna_leggi.asp?ID=99297
    Le ho riportate perchè penso che potrebbero riguardare da vicino anche la realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo, ma nè io nè Lei (credo) abbiamo il potere di decidere nel merito, possiamo solo scambiarci delle opinioni, sempre molto rispettosamente.
    La saluto sperando che nel futuro voglia firmarsi.

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  10. Non mi pare esista una legge divina che obblighi a bruciare i rifiuti. Il suo intervento l'ho seguito per bene e la mia esagerazione sull'eternit era solo per dimostrare quanto fosse capzioso il suo ragionamento.

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  11. Libero cittadino22 dicembre 2011 16:20

    Ciascuno di noi può scegliere di non inquinare solo se esistono alternative valide e praticabili, per esempio possiamo scegliere le lampadine a basso consumo, i detersivi alla spina e meno tossici(se li troviamo in commercio nel nostro paesello), i pannelli fotovoltaici o solari (se possiamo affrontare la spesa), l'auto o la bici (se ci sono le piste ciclabili) e così via. Per i rifiuti possiamo scegliere il Centro riciclo, che è possibile e possiamo permetterci, o continuare a bruciare, cosa che non possiamo pemetterci più.
    La nostra possibilità di scelta comunque è solo apparente, perchè in realtà tutto è legato sempre agli interessi delle grosse multinazionali (che decidono cosa è più conveniente immettere sul mercato) o delle lobby politiche.
    Per difendere i nostri diritti non ci rimane che dire come stanno le cose e continuare a protestare.

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  12. Perché non dovrebbe avere più un senso? La mia riflessione era riferita alle belle parole da lei riportate. Il punto non cambia e vedo che siete tutti d’accordo con me sul fatto che l’impegno per un risanamento ambientale deve partire prima di tutto dalle nostre azioni e dalle nostre scelte quotidiane. Ho solo fatto una considerazione e citato alcuni esempi per dire che la responsabilità dell’inquinamento ambientale non è purtroppo attribuibile ad un unico referente. Sarebbe bello, anzi bellissimo e molto semplice da gestire. Ma così non è. L’assolutismo non esiste! Lo sappiamo tutti. Ma pur di portare avanti un’idea succede spesso che la realtà delle cose venga detta per metà, oppure viene data meno importanza ad altri fattori che non dovrebbero invece essere sottovalutati. Questo è ciò che leggo nelle vostre parole. Troppo facile. In ogni caso, certo che nessuno di noi ha il potere decisionale, ci stiamo appunto scambiando delle opinioni nel rispetto di tutti. Quanto alle valide alternative, dovremmo davvero valutarne bene l’attuabilità e le possibili ripercussioni … su tutti i settori direttamente e indirettamente correlati. Allarghiamo i nostri orizzonti! Saluti

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  13. pare che il tavolo tecnico ia stato chiuso perchè abbiamo fatto i monelli, mi ricorda quando da bambini il proprietario del pallone lo portava via perchè nessuno lo aveva scelto nella propria squadra, gioco finito. Bene, andremo alla assemblee popolari che pare verranno indette, speriamo di sentire qualche verità perchè siamo stufi di sentire frottole. Abbiamo appreso che il consorzio sciolto possiede una delega della regione per fare l'inceneritore, se non offendiamo nessuno è possibile rendere pubblico questo prezioso documento, oppure è un segreto di stato?
    Ancora, tanti enfasi per il controllo del traffico del comune di borore, fatti con centraline che non possono rilevare pericoli dalle emissioni dell'inceneritore, aria pulita, evviva evviva, nel frattempo si interrompe lo studio tanto strombazzato dal consigliere Succu in consiglio comunale e nella stampa, con le analisi su qualità del terreno, del latte, delle carni. I nostri amministratori tutti zitti, nemmeno un sibilo di protesta,tutti concentrati sulla magnifica qualità dell'aria di Borore, andate a raccogliere un pochino delle ceneri che si accumulano sulle case di S. Maria e condite il pranzo di Natale. Vedrete che qualità dell' aria........

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  14. Vorrei fare una piccola precisazione a proposito dell’intervento del 22/12/2011 da parte di un anonimo.
    In tale intervento il principio di precauzione viene attribuito ad EINSTEIN. Ciò non è possibile in quanto Einstein è morto nel 1955, mentre il moderno dibattito sul principio di precauzione è nato durante gli anni settanta, promosso dai primi movimenti ambientalisti ed ecologisti.
    Il concetto è stato successivamente analizzato in termini economici (relazioni causa-effetto, incertezza, rischi, irreversibilità delle decisioni) da autori come Epstein (1980), Arrow e Fischer (1974), Gollier (2000).
    Credo che ci sia stata confusione tra Einstein ed Epstein. Capita, pazienza, ma è meglio informare con precisione. Grazie. Amalia

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  15. Cara Amalia! Ah ah ah ah ah Buon Natale! La ringrazio di cuore per avermi permesso di fare una bella risata fragorosa questo giorno di Santo Stefano! Ancor più forse ho riso per la scrupolosità dimostrata nella ricerca di informazioni storico-cronologiche così dettagliate, concludendo in bellezza con la morale da maestrina!! Fantastico! Tuttavia, non trovandoci più dietro o di fronte alla cattedra quando il diritto di replica non era paritario, mi sento in dovere di smontare il suo intervento per precisarle che l’appellativo del signor Einstein è stato volutamente sostituito con quello originario. Non sarò di certo io in grado di spiegarle cos’è una metafora o quanto possono spaziare gli intenti della dialettica, che permettono di poter usare le parole in modo speculativo per sminuire o esaltare un concetto. E’ divertente ed è ampiamente sperimentato su questo blog. Mi dispiace che non abbia colto il punto ma l’informazione, e su questo ci intendiamo, deve essere precisa! Quindi mi spiego:il mio intento era quello di fare una riflessione sul tipo di inquinamento che più di tutti ci alita sul collo e sulla misconoscenza del valore dell’assolutismo, dopo aver letto il riferimento di un principio completamente decontestualizzato e, per questo motivo, svuotato della sua virtù, e appiccicato lì come un qualsiasi testo potenzialmente scritto da chicchessia. Ho scelto comunque di sovrapporre un grande personaggio, no? Spero di aver chiarito, ciononostante, mi impegnerò d’ora in poi ad essere più preciso. Promesso. Mi sovviene un’altra riflessione e cioè che, oltre al resto, anche i giochi di parole non travisati sono riservati solo a pochi prescelti, ma questa è un’altra storia. Da sempre ho ammirato il grande Sergej N. Bulgakov (lei lo conoscerà meglio di me immagino)… quanto doveva divertirsi lui …! Spero che questa perdita di tempo non abbia sottratto troppo la sua attenzione da attività ben più importanti in questi giorni di festa. Saluti

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  16. Signor Anonimo, non cada nella trappola: quando non si può contestare ciò che viene scritto si contesta il colore della carta sul quale è scritto. Si ricordi sempre in che data è nato il comitato e, con lui, questo blog e in che data è nato l'impianto.

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  17. E come, no? Tipico di un secchione colto in fallo!

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  18. Gentile sig.Eistein anonimo, le chiedo scusa se non sono all'altezza della sua ironia anche perchè è difficile confrontarsi con chi si nasconde dietro l'anonimato. Io forse non riesco a vedere le metafore nei discorsi un pò contorti ma sicuramente ho il coraggio delle mie idee e le porto avanti facendomi carico delle mie responsabilità con tanto di nome e se vuole anche cognome.Grazie per la sua attenzione. Amalia Cadeddu

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  19. elettori delusi del P.d.L.28 dicembre 2011 11:08

    in seguito all'articolo pubblicato il 27 dicembre u.s.sulla Nuova, se il Vicesindaco Biccai è convinto che il commissario ha tutte le carte in regola per portare avanti il revamping dell'inceneritore dia anche lui un contributo più concreto e si faccia promotore in prima persona prendendosi in carico tutte le responsabilità che questo comporta, la smetta di andare in giro a dire che sono a rischio i finanziamenti e i posti di lavoro, semmai abbia l'accortezza di dire che l'unico a rischiare la poltrona adorata è lui in prima persona. La sua credibilità si scontra purtroppo con l'incompatibilità e conseguente conflitto di interessi che il suo ruolo ricopre all'interno del Comune e Tossilo spa, avremo voluto vedere invece lo stesso vicesindaco prendere posizione senza più l'incarico di presidente della Tossilo spa, pertanto caro Biccai prima di prendere parola su argomenti così delicati si dimetta e deleghi l'amministrazione della salute dei cittadini a persone più responsabili e non annebbiate dagli emolumenti così generosi a lei corrisposti senza prendersi alcuna responsabilità diretta in merito.

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  20. Cittadini elettori delusi del P.d.L.28 dicembre 2011 11:43

    in seguito all'articolo pubblicato il 27 dicembre u.s. sulla Nuova, vorremmo dire che il vicesindaco Biccai ha ancora una volta travalicato il suo ruolo di amministratore pubblico per il quale era stato votato, mettendo come grado di importanza davanti a tutto e agli interessi dei cittadini l'incarico di Presidente della Tossilo spa e conseguente incompatibilità e conflitto di interesse col suo ruolo pubblico. Non perde occasione nel rendere edotti i suoi cittadini tutti di quanto grande sia il suo interesse personale a perseguire il revamping dell'inceneritore passando sopra la salute di tutta la cittadinanza Macomerese e dei paesi intorno con la complicità della Commissaria del consorzio industriale(nuova Banda Bassotti).Noi diciamo a furor di popolo che ABBIAMO GIA' DATO,che Biccai si dimetta se vuole essere credibile dall'incarico che ricopre senza responsabilità,e che prenda in carico le istanze dei cittadini che l'avevano votato non già a fare il PRESIDENTE ma il Vicesindaco, altrimenti è meglio che se ne ritorni da dove è venuto ovvero a Sindia dove probabilmente quello che qui sta facendo ai macomeresi ingenui,lì non sarebbe stato sopportato con tanta pazienza.

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  21. Gentile Amalia Cadeddu, seppur convinto che l’impedimento del confronto non sia attribuibile all’anonimato, non può che farmi piacere sapere che porta avanti le sue idee con coraggio e responsabilmente. Mi auguro infatti che, in qualità di Presidente del Circolo Legambiente di Macomer, si farà altrettanto carico della responsabilità di portare a conoscenza di tutti il punto di vista dell’associazione. Essa, infatti, si distingue per un ambientalismo scientifico che fonda ogni progetto in difesa dell’ambiente su un solido fondamento di dati scientifici in base ai quali è possibile indicare alternative realistiche e praticabili. Alternative realistiche e praticabili anche in merito al trattamento dei rifiuti! Legambiente, per l’appunto, incentiva la riduzione, la raccolta differenziata e gli impianti di riciclo, ma è altresì favorevole alla presenza degli inceneritori, non prescindendo la sussistenza di uno da quella dell’altro. Riciclo e smaltimento possono e devono coesistere laddove la necessità del trattamento rifiuti rischia di diventare presto un’emergenza, quale ad esempio la nostra realtà isolana in cui sono presenti due inceneritori in un territorio di 24.000 kmq, cui conferiscono 800.000 tonnellate l’anno di rifiuti, prodotti da più di un milione e mezzo di abitanti. Inconcepibili solo impianti di riciclo. A questo proposito, Legambiente denota notevole preoccupazione per la tutela delle imprese che operano nel settore del riciclo, essendo queste pesantemente minacciate dall’ecomafia globale. Il 6 dicembre 2011 nel porto di Taranto la Guardia di finanza, insieme all’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle dogane e con la collaborazione del Consorzio Polieco, scopre una organizzazione transnazionale dedita al traffico illecito di rifiuti. Un affare milionario che come una calamita attira sempre più soggetti e muove incessantemente navi portacontainer di rifiuti da un capo all’altro del globo, spediti da diversi porti italiani. Una delle più grosse operazioni del genere mai fatte in Italia: nel 2010 sono state sequestrate 11.400 tonnellate di rifiuti diretti prevalentemente in Asia, India, Africa, il 35% dei quali composto da materie plastiche e pneumatici fuori uso. Circa il 90% delle spedizioni di rifiuti di carta e cartone e di materie plastiche sequestrate era destinato in Cina. Uno dei settori merceologici maggiormente appetibili, soprattutto per le organizzazioni criminali italo-cinesi, è proprio quello dei rifiuti plastici direttamente nelle aziende clandestine che, senza particolari precauzioni, li tagliano e li mischiano con altri materiali plastici di derivazione pericolosa, per farli diventare nuova materia prima con cui realizzare manufatti che verranno poi spediti in giro per il mondo. Sono diverse le indagini giudiziarie e le inchieste giornalistiche da cui è emersa una stretta connessione tra i traffici illegali in uscita di rifiuti plastici e importazioni illegali di merce contraffatta e contaminata con sostanze pericolose per la salute: dai giocattoli alle scarpe, dagli utensili di cucina all’abbigliamento. Se non ricordo male, questa problematica era già stata introdotta su questo blog, ma anche in quel caso, fu contestato solo il colore della carta... Quanto si è scoperto fino a oggi non è altro che la punta di un iceberg: un flusso mostruoso di scarti, composti soprattutto da materiali riciclabili, sottratti alle ditte italiane e inghiottiti nei meandri dell’ecomafia globale. Le imprese che operano nel settore del riciclo di materia in Italia assistono inermi al drenaggio di risorse verso l’estero, subendo una drastica riduzione di attività e fatturati. I favorevoli all’impianto di riciclo di materie plastiche come alternativa all’inceneritore di Tossilo, avranno preso in considerazione anche la rilevante eventualità di far entrare la Sardegna nel circolo criminoso dell’ecomafia globale? Non sarà di certo facile divulgare le significative informazioni e proposte di Legambiente, sarà un arduo compito, ma confidiamo in lei Presidente! Saluti.

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  22. Vorrei informare i lettori di questo blog che la sottoscritta non è presidente del Circolo di Legambiente di Macomer da diversi anni. Inoltre in tale associazione non esiste il "Pensiero Unico" e quindi decine di circoli sparsi in tutta Italia si sentono nel diritto di affrontare il problema della gestione dei rifiuti in modo autonomo lavorando nel territorio con i cittadini e per i cittadini. Il circolo di Legambiente di Macomer non ha mai ricevuto ordini nè dai responsabili regionali nè da quelli nazionali. Noi pensiamo che gli stimoli che provengono dai singoli territori siano sempre da considerarsi una ricchezza per la crescita dell'associazione.Non abbiamo quindi nessuna difficoltà a condurre una battaglia contro gli inceneritori nel territorio e all'interno di Legambiente.Questa è la democrazia.Amalia Cadeddu

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  23. La presenza della signora Cadeddu (Legambiente) in questo blog mi autorizza a porle una domanda molto diretta: visto che lei porta avanti tutte le sue idee con fermezza e che se ne assume tutte le responsabilità, considerato che da anni lei si batte contro l'inceneritore, mi spiega cosa ne pensa delle centrali a carbone(la maggior causa di inquinamento industriale per la produzione di energia) nelle quali vede impegnata Legambiente come azionista, vedi Sorgenia per esempio,abbia cura di spiegarlo per poter meglio capire quali sono i vostri reali obiettivi. Anzichè sproloquiare moralisticamente, questo sarebbe da parte sua un gesto di corretta informazione o no?

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  24. Ritengo oltremodo scorretto che si intervenga nel blog in forma anonima per rivolgersi direttamente a persone che si firmano col proprio nome, attaccandole in riferimento al loro ruolo e alle loro scelte personali. E' una forma di vigliaccheria culturale e personale inaccettabile, attuata da chi invece sceglie di nascondersi perchè non ha il coraggio di confrontarsi sostenendo le proprie idee a testa alta. Evidentemente ha paura di perdere il confronto.
    Ricordo che le riunioni del comitato sono aperte a tutti coloro che vogliono esprimersi nel merito anche in modo critico e suggerisco di non rispondere più a queste provocazioni.

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  25. Beh....poi quando si parla di ipocrisia...
    altro che democrazia, e voi sareste ambientalisti mah!!
    Comunque grazie per la risposta.

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  26. Democrazia non è fare ognuno quello che gli pare, dove gli pare.
    Questo, lo ricordiamo, è il blog del comitato non una zona senza regole dove chiunque può scrivere quello che vuole. Abbiamo mantenuto la possibilità di inserire commenti anonimi ma questo non vuol dire che si può insultare liberamente il proprio interlocutore. Si chiama netiquette o più semplicemente buona educazione.
    Spiace dover sottolineare che in seguito a diversi commenti con volgarità e minacce di qualche anonimo vigliacco siamo stati costretti ad attivare la moderazione dei commenti; sappiate quindi che potrebbe volerci qualche tempo prima di veder pubblicato il vostro commento.

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