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venerdì 7 maggio 2010

Il Documento Ufficiale del Comitato "Non bruciamoci il futuro"

Questo è il documento ufficiale del Comitato "Non bruciamoci il futuro" che ha raccolto in pochi giorni più di 600 adesioni di cittadini macomeresi e del territorio.



Il Comitato NON BRUCIAMOCI IL FUTURO è stato costituito con l’obiettivo di contrastare il progetto di realizzazione di un nuovo inceneritore a Tossilo, aprendo un ampio dibattito pubblico sul problema della gestione e del trattamento dei rifiuti nel nostro territorio.

Il 23 Marzo 2010 la Giunta Regionale, con la delibera n. 12/22, ha deciso di finanziare un progetto per la realizzazione di un nuovo inceneritore a Tossilo, accogliendo la richiesta presentata dal Consorzio Industriale di Macomer, benché commissariato ed in fase di liquidazione. Il finanziamento assegnato al Consorzio deriva in parte (€ 10.000.840,22) dalle risorse che il Piano Regionale per la gestione dei rifiuti destinava alle Amministrazioni Comunali per la realizzazione degli ecocentri (centri a sostegno della raccolta differenziata) e che di fatto, in questo modo, preclude a molti Comuni sardi la possibilità di dotarsi di tali strutture.

Nel tentativo di legittimare queste scelte, nella Delibera della Giunta Regionale si afferma che il Piano Regionale, in riferimento agli impianti di incenerimento, definisce uno schema caratterizzato da 2 centri di termovalorizzazione, 1 a Macchiareddu e 1 nel Nord Sardegna, oltre all’adeguamento dell’impianto già esistente a Macomer. Si tratta di una lettura alquanto semplificata e distorta del Piano, il quale, in realtà, individua, per la dislocazione degli impianti di incenerimento, diversi scenari:
2 poli di termovalorizzazione: 1 a Cagliari per il bacino Sud-Est e 1 a Ottana per il centro-Nord
2 poli di termovalorizzazione: 1 a Cagliari per il centro-Sud e 1 a Sassari per il centro-Nord (nel comprensorio di Sassari o, preferibilmente, a Fiumesanto)
3 poli di termovalorizzazione: uno a Cagliari per il Sud, 1 a Macomer per il bacino centrale, 1 a Sassari per il Nord (nel comprensorio di Sassari o, preferibilmente, a Fiumesanto).

LA MAGGIOR PARTE DEGLI SCENARI NON PREVEDE IL POLO DI MACOMER!

Entrando nello specifico dello scenario con i 3 poli, il Piano afferma che il bacino di riferimento del termovalorizzatore di Macomer dovrà comprendere non solo la provincia di Nuoro, ma anche Ogliastra e Oristano (sarà perciò molto più ampio di quello attuale) per un quantitativo totale di rifiuti bruciati che passa dalle attuali 36.300 tonnellate circa all’anno, a ben 58.000, con un sostanziale raddoppio della capacità termica rispetto a quella attuale.
Se la matematica non è un’opinione, si tratta di un notevole potenziamento dell’attuale impianto di Tossilo!

Il Piano Regionale prevede anche che, a supporto dell’attività del termovalorizzatore di Tossilo, venga realizzata una nuova discarica nel raggio di circa 40 Km dall’impianto, per la raccolta delle scorie e delle ceneri derivanti dall’incenerimento, considerato che l’attuale discarica di Monte Muradu sarà saturata a breve.
Dunque lo scenario a 3 poli del Piano Regionale prevede non solo l’ampliamento dell’impianto di incenerimento di Tossilo, ma anche una nuova discarica, sempre nel nostro territorio.
Questa è la realtà dell’ipotesi così caldamente sostenuta dagli amministratori di Macomer, che nel loro programma elettorale, meno di 2 anni fa, a proposito dello smaltimento dei rifiuti, dicevano:

MACOMER HA GIA’ DATO!

Le conclusioni del Piano Regionale, che scaturiscono da una comparazione energetico-ambientale ed economica dei diversi scenari, sono che lo scenario più vantaggioso è quello che prevede 2 poli di termovalorizzazione: 1 a Cagliari per il centro-sud e 1 a Sassari per il centro-nord (a Fiumesanto).
Per quanto riguarda la scelta di mantenere in attività il 3° polo di Macomer, si evidenzia la sua non significativa influenza nel bilancio economico ed ambientale del sistema regionale complessivo.

Dunque, secondo il Piano Regionale, non è necessario mantenere un sistema di incenerimento a Tossilo nè, tantomeno, rafforzarlo.

A CHI SERVE , DUNQUE, IL POLO DI INCENERIMENTO DI TOSSILO?


Il Comitato NON BRUCIAMOCI IL FUTURO apre il dibattito a tutti coloro che sono interessati al problema, a partire da queste considerazioni:

1.in Sardegna, la percentuale di rifiuti urbani avviati all’incenerimento rispetto al totale prodotto è pari al 21,5%, quasi il doppio della media nazionale
2.il vigente Piano Regionale dei rifiuti ha evidenziato che gli impianti di Tossilo non sono influenti per la buona riuscita del sistema complessivo in Sardegna
3.il Piano Regionale prevede per Tossilo, in sostituzione degli attuali inceneritori, una piattaforma per l’imballaggio e un impianto di compostaggio. Considerato che per 1 posto di lavoro per gli inceneritori se ne creerebbero ben 15 per il riciclo (Fonte Conai), perché non investire sulla creazione di più piattaforme di riciclo a Tossilo (vetro, plastica, carta….), incentivando così la raccolta differenziata?
4.il problema del residuo indifferenziato diventa meno drammatico con una buona raccolta differenziata del 65-70% come media regionale.



Non è necessario costruire altri inceneritori. E’ necessario, invece, perseguire con convinzione e determinazione obiettivi che consentano il superamento definitivo dell’incenerimento, tramite il potenziamento della raccolta differenziata e la dotazione delle infrastrutture necessarie per la sua corretta gestione.

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