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mercoledì 12 maggio 2010

Alcune idee da chiarire sull'incenerimento e le conseguenze per la salute

E’ stata installata a Macomer una centralina che controlla l’aria “con annesso uno strumento necessario non solo al computo della quantità di polveri ma anche al computo della qualità”.
Questa frase fa parte delle dichiarazioni di Federico Castori, consigliere di maggioranza di Macomer nonché vicepresidente della Tossilo Technoservice che gestisce l’inceneritore.

La frase è alquanto sibillina soprattutto dal punto di vista scientifico:
1) Non è stato dichiarato quali sono i parametri dell’aria che sono misurati;
2) Quali tipi di polveri sottili sono identificati;
3) Se la centralina oltre alle polveri di cui parla il Sig. Castori individua anche i metalli pesanti, i composti chimici organici e non organici che sono le sostanze più pericolose emesse dall’inceneritore.
4) Non è stato spiegato come mai la centralina è stata posizionata solo a Macomer e non anche a Borore e a Birori che sono i paesi più interessati dai fumi dell’inceneritore trasportati dal maestrale, vento predominante.

Vogliamo inoltre ricordare che la presenza della centralina non ci tutela dalle conseguenze provocate dalle sostanze presenti nei fumi emessi dall’inceneritore. La centralina forse ci può dire che questa sostanze sono presenti entro i limiti di legge oppure no, ma non ci può dire quanto di queste sostanze si sono accumulate nei nostri terreni, nei nostri animali, nelle nostre verdure , nel nostro organismo.

Il vicepresidente della Tossilo Technoservice Sig. Castori afferma che “il commissario dell’ASL di Nuoro, dott. Succu, ha chiesto e, speriamo, ottenuto che la regione stanzi le somme per l’indagine epidemiologica di cui il nostro territorio ha un vitale bisogno per ragionare scientificamente dei fattori di rischio ambientali del nostro territorio”
Le ha solo chieste? Le ha ottenute? Dobbiamo sperare che le ottenga? Prima di creare aspettative nella popolazione il Sig. Castori dovrebbe documentarsi e gli dovrebbe essere facile visto che il dott. Succu è consigliere della sua maggioranza nel comune di Macomer.

Inoltre sarebbe proprio un guaio se la comunità scientifica internazionale fosse costretta ad aspettare l’indagine epidemiologica nel nostro territorio per concludere che gli inceneritori rappresentano un rischio ambientale. Tutti noi possiamo già ragionare in termini scientifici sui danni degli inceneritori, basta documentarsi.

Solo le Amministrazioni comunali, provinciali e regionali che non riescono a gestire in modo razionale i rifiuti vedono nell’inceneritore l’unica possibile soluzione. Per questo respingono ogni conclusione scientifica sul danno ambientale e di questa loro ignoranza si avvalgono i tecnici che hanno interessi da tutelare nel promuovere e costruire inceneritori . A tal punto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni. Infatti è comparso un articolo sui Quaderni di Ingegneria Ambientale successivamente ripreso in un documento ufficiale della Regione Sicilia. L’autore cita il lavoro di Elliot P e altri e conclude che gli studiosi affermano che non c’è diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati e che i tumori non diminuiscono con la distanza dall’inceneritore. Il lavoro originario afferma il contrario( vedi nota in fondo all'articolo). Nello stesso articolo, il medesimo cita altri due studi, di Franchini M. e Hu S.W., fornendo un’interpretazione diversa da quanto riportato dagli Autori, modificando o citando parzialmente i risultati emersi, sempre al fine di supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti.
Questa notizia e stata resa pubblica dall’Associazione Medici per l’Ambiente -Italia (ISDE) e facilmente verificabile nel sito dell’associazione.
Medici per l’ambiente censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni Medico, quali l’autonomia e la correttezza. Già in passato l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare.

Il Comitato “NON BRUCIAMOCI IL FUTURO” è cosciente degli effetti cancerogeni di molte sostanze emesse dall’inceneritore di Tossilo sia per le caratteristiche insite a tali impianti di qualunque generazione sia per il degrado in cui versa l’inceneritore di Tossilo.

E’ per questo che propone alternative possibili :

1)Raccolta differenziata spinta

2)Trattamento biomeccanico dei residui


Questi due punti saranno oggetto di approfondimenti successivi.


Gruppo scientifico del Comitato Non bruciamoci il futuro


Nota

Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km... Over the two stages of the study was a statistically significant decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer”

La traduzione dei Quaderni di Ingegneria Ambientale afferma che secondo Elliot "non è stato rilevato un declino statisticamente rilevante del rischio di contrarre un cancro oltre il raggio di 7,5 chilometri dall'inceneritore"; la VERA traduzione e' invece un'altra

“Gli indici studiati e attesi sono stati testati per verificare la diminuzione del rischio in relazione alla distanza sino a 7.5 Km….Durante le due fasi dello studio è stata rilevata una diminuzione del rischio statisticamente significativa in relazione alla distanza dagli inceneritori per tutte le tipologie di cancro combinate, cancro allo stomaco, al colonretto, al fegato e al polmone”.